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La Germania, leader europeo

 
   
 

Al termine della Seconda Guerra Mondiale, causa la scarsezza di energia elettrica da petrolio e gas naturali, compaiono in Germania i primi impianti di biogas all’interno di alcune aziende agricole. Infatti il biogas può essere ottenuto in modo economico dalla digestione di deiezioni bovine ed ovine dagli stessi agricoltori. Queste prime sperimentazioni svaniscono durante gli anni 50 venendo a migliorare il generale tenore economico del Paese.

Il problema del costo dell’energia si ripresenta nuovamente con le due crisi petrolifere degli anni 70 ed inducono a riproporre uno studio più approfondito di sfruttamento del biogas. Anche questa nuova fase trova una battuta d’arresto fino al nuovo boom che ha inizio nella metà degli anni 80 e continua fino ai nostri giorni.

In Germania la ragione principale della diffusione degli impianti di biogas che ha trovato negli ultimi anni un’accelerazione è stata la Legge per Le Energie del 1992 garantisce importi fissi a tutti i produttori di energia elettrica immessa nella rete pubblica  e prodotta da fonti rinnovabili, qualunque esse siano. Tale sicurezza nel ritorno economico ha consentito una maggiore diffusione di investimenti privati nel settore delle energie, sostenuta anche da una nuova legge varata nel febbraio 2000 che garantisce nuovi ed ancora più convenienti importi per ogni KW prodotto (€0,22 per Kw) per un periodo di 20 anni.

Questa legge insieme al miglioramento delle conoscenze tecnologiche ha permesso un boom inarrestabile di impianti in Germania che ora conta quasi 6.000 unità  agricole, di cui ben 1.200 realizzati nel solo nel 2010, mentre la superficie impiegata per la coltivazione di biomasse che alimentano i digestori è decuplicata dal ’93 passando da 200mila a 2 milioni di ettari. L’industria ricicla materiale di scarto in 210 impianti e la collettività tra dagli impianti di quasi 1000 impianti, di cui 200 dal riutilizzo dei rifiuti organici, energia e calore.

 

 
 

Il caso Cina

 
   
 

La Cina, come molti altri paesi in Asia utilizza l'energia generata dal processo anaerobico dei rifiuti sin dai tempi antichi. A metà del 20 ° secolo molti piccoli impianti di biogas erano operativi nelle regioni costiere della Cina, costruiti e gestiti dalle famiglie più agiate.

Quegli impianti sono costruiti a mano e costituiti da digestori interrati, non isolati. Il design è molto semplice, ma coniugano ugualmente bassi costi ed efficienza . Sono alimentati da deiezioni animali e residui organici dalla famiglia. Una volta l'anno vengono svuotati e il substrato viene sparso nei campi come fertilizzante . Il biogas del processo viene utilizzato per la cottura e l'illuminazione .

Durante gli anni '70 -'80 il Governo cinese ritenendo biogas la fonte più efficiente e razionale per le regioni rurali, ha fornito sostegno agli agricoltori ed anche ai ricercatori per migliorarne lo sfruttamento. Il sostegno del governo ha permesso un forte sviluppo del settore in tutto il territorio .

Circa 7 milioni di piccoli impianti di biogas erano operativi in Cina nel 1999 e oltre 20 milioni di persone utilizzano biogas attualmente come combustibile .

Secondo il programma di governo per lo sviluppo di impianti di biogas rurali e industriali in Cina, è previsto un incremento annuo del 15% del numero di siti. L'obiettivo di sviluppo è di 80 milioni di unità entro il 2020, comprese le regioni climaticamente più fredde nella parti settentrionale della Cina.

 
 

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